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Allerta alimentare, prodotto consumatissimo ritirato dal mercato: cos’hanno trovato all’interno

Sul mercato italiano scatta una nuova allerta alimentare. Il prodotto è stato ritirato dal mercato in seguito alle analisi.

Quando si riscontra una non conformità da parte di un prodotto alimentare gli operatori devono subito segnalarlo. Se l’alimento può rappresentare un pericolo il suo destino è quello di essere ritirato dal mercato, almeno per quanto concerne i lotti che risultano contaminati. Per questo la tracciabilità è fondamentale per i prodotti alimentari, da quelli deperibili a quelli conservati.

Allerta alimentare per un prodotto italiano
In Italia scatta l’allerta alimentare per un prodotto molto apprezzato dai consumatori. – (mamme.com)

Quando si verifica una situazione di questo genere il Ministero della Salute provvede a segnalare il marchio e l’alimento a cui prestare attenzione. Uno degli ultimi avvisi lanciati dall’autorità riguarda ben 8 lotti di un prodotto molto apprezzato dai buongustai: fichi secchi al Rum e cannella e fichi mandorlati. Si vendono confezionati in barattolo nei formati da 200 o 250 g.

A produrli è l’azienda dolciaria M. Greco srl, che si trova in provincia di Salerno e lavora la frutta secca in modo artigianale da ben 40 anni. Il Ministero ha reso noti i numeri dei lotti non sicuri per il consumo, ovvero 11/0510, 11/0112, 11/0212, 11/0411, 11/0210, 11/0311, 11/0111S e 1/0211S. Chi avesse una confezione presa da uno di questi lotti è invitato perciò è di non consumarli.

Perché è scattata l’allerta alimentare

Nei prodotti conservati come la frutta secca sotto spirito si fa molto attenzione alle possibili contaminazioni da micotossine. E all’interno delle confezioni di fichi secchi al Rum e cannella segnalate ci sono tracce di ocratossina A (OTA), una sostanza prodotta da alcuni tipi di muffe. Ma oltre a risultare tossica questa micotossina risulta essere anche un agente cancerogeno.

Prodotto ritirato dal mercato per contaminazione
L’allerta alimentare per i fichi secchi è scattata per la presenza di ocratossina A. – (mamme.com)

Non è raro che la frutta essiccata risulti positiva a queste analisi, poiché sono gli alimenti di origine vegetale ad essere più esposti a queste muffe. La si può trovare anche nei cereali, nell’uvetta e anche nel vino se la fermentazione non avviene nel modo corretto. In Italia come in Europa i limiti per l’ocratossina A sono molto rigidi a causa delle conseguenze che ha.

I danni più gravi che può avere sull’organismo sono soprattutto a livello cardiaco, epatico e renale, poiché la tossina intacca la funzionalità di questi organi. L’esposizione all’OTA può avere svariati sintomi, dalle difficoltà respiratorie a un senso di affaticamento costante e alla perdita di efficacia del sistema immunitario.

Chi si ritrovasse in possesso di confezioni contaminate volendo ha la possibilità di restituirle alla ditta o al fornitore, l’importante è non consumarle. Se il lotto è diverso da quelli elencati sopra invece non c’è da preoccuparsi e si può mangiare il contenuto del barattolo senza problemi.

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