Parto eutocico e parto distocico:

Parto eutocico e parto distocico
Le differenze tra il parto eutocico o distocico

Il parto è l’evento più significativo nella vita di una donna. E’ un momento simbolico che segna un passaggio: una donna che diventa madre, completa il suo essere, come se durante il parto la donna donasse una parte di se stessa al proprio figlio. Il parto, perché segna l’inizio della maternità, dunque per ciò che simbolicamente rappresenta, ma anche per l’esperienza in sé per sé. Il parto, è sempre un passaggio, una fase intermedia, diversa per ogni donna. Esistono diversi tipi di parto: eutocico e distocico. Il primo è il parto naturale, il secondo quello che richiede uno o più interventi e diversi tipi di stimolazione per realizzarsi.

Il parto eutocico, è il parto naturale e si divide in quattro fasi:

  1. Durante la prima, la gestante, ha le prime contrazioni, che si susseguono in modo irregolare inizialmente e successivamente in modo sempre più irregolare. Suddette contrazioni uterine, prendono il nome di contrazioni di Braxton, e favoriscono l’espulsione della mucosa interna all’utero.
  2. La seconda fase, La seconda fase, è quella in cui ha inizio il travaglio: le contrazioni diventano più lunghe e frequenti, durano infatti almeno trenta secondi ognuna, e si susseguono con una distanza di un minuto/due, l’una dall’altra. In questa fase avviene la prima fase dilatativa.
  3. La terza fase è quella espulsiva: il bambino si muove e compie le dovute rotazioni per venire fuori.
  4. A seguito del parto, segue l’espulsione della placenta. Solitamente questa fase avviene in modo naturale, ma se questo non accade, viene estratta dal chirurgicamente.

Il parto distocico, richiede invece una serie di interventi chirurgici e/o delle specifiche stimolazioni. Il parto distocico è anche apostrofato come parto operativo. Questo tipo di parto, può essere causato da una serie di fattori, il primo fra tutti è la distocia fetale: il bambino è eccessivamente grande rispetto all’apertura pelvica della madre, o è posizionato in modo anomalo.

In entrambi i casi, l’equipe medica deciderà di intervenire chirurgicamente, con un parto distocico, o con degli interventi che favoriscano il parto. Se il bambino si presenta in posizione sbagliata, come quella occipito posteriore, ovvero con la nuca rivolta verso la colonna vertebrale della madre, o si presenta frontale, si provvede con un cesareo, perché in entrambi o casi, il bambino non riuscirà a compiere una rotazione per uscire e nel compierla, potrebbe causare dei danni a se stesso. Tra i maggiori rischi c’è ipossia fetale.

Anche la posizione podalica (il bambino è capovolto rispetto alla naturale posizione), è molto pericolosa per un parto eutocico, per cui, si provvederà con un parto distocico.