Foto razziste in sala parto a Ravenna: il caso e l’evoluzione

Ravenna
La foto razzista di Ravenna

Il razzismo è attualmente la problematica più urgente e più diffusa, in particolare nei Paesi Europei. Suddetto fenomeno, dilaga a velocità esponenziale, e diventa dichiaratamente palese attraverso i social, che vengono utilizzati come un canale libero attraverso il quale raccontare palesare il proprio dissenso nei riguardi di religioni, razze, ideologie politiche. Lo scorso anno, in un ospedale di Ravenna, un neo-papà, ha creato un caso mediatico a causa di una foto e di uno stato postato su facebook, nel quale dichiarava apertamente il so razzismo.

Il neo-papà trentenne, si trovava nell’ospedale di Santa Maria delle Croci a Ravenna, nella camera dove si trovava anche sua moglie che aveva appena partorito. L’uomo, postò una foto, o meglio un selfie, che ritraeva oltre che se stesso, anche sua moglie che aveva appena partorito e sullo sfondo delle donne di colore, appartenenti alla famiglia dell’altra partoriente, sempre di colore, vicina di letto della moglie. Oltre alla foto, l’uomo postò uno stato, in cui dichiarava di trovarsi uno zoo, insieme alle scimmie. Accusava inoltre l’ospedale di averlo messo in quella condizione, e di dover vaccinare il figlio contro la malaria.

Queste pesanti accuse, postate in un gruppo privato, sono comunque arrivate alla blogger Selvaggia Lucarelli, che ha immediatamente creato un caso mediatico, accusando l’uomo di razzismo. Il trentenne, diventato famoso in pochissimo tempo grazie alla rapidità dei social, ha ammesso le sue colpe e la sua vergogna.

In prima battuta ha tentato di difendersi accusando il personale dell’ospedale di avergli sottratto il cellulare; dichiarava dunque di non essere lui stesso l’autore del post, ma vittima di uno scherzo. Poiché il caso era diventato già mediatico, e poiché effettivamente i social per la maggiore raccontano la realtà dei fatti, l’uomo ha dovuto ammettere la sua colpa e ha dovuto scusarsi.

Il caso “In camera con le scimmie”, ha raggiunto diversi punti della Penisola, diventando un caso: l’uomo si è scusando ammettendo la sua vergogna e dichiarando di non avere alcun problema con le persone di razza o etnia diversa. L’uomo che inizialmente era stato denunciato per diffamazione, era sotto inchiesta, ma a causa del ritiro della querela, seguito alle sue pubbliche scuse, il caso è stato archiviato dal giudice.

E’ caduta anche l’accusa di violazione della privacy, in quanto la donna di colore partoriente, non era visibile in volto.
Questo è solo uno dei tanti episodi che dimostrano quanto ancora sia grave, e tutt’altro che latente il problema del razzismo e di quanto i social abbiano reso ancor più evidente –per certo aspetti- questa problematica.