Partorisce a 11 anni in Argentina: il dramma dell’America Latina

Parto a 11 anni
Dramma in Argentina: partorisce a undici anni

Partorisce a undici anni a seguito di uno stupro. Il dramma è avvenuto in Argentina ed è diventato immediatamente un caso. La piccola, era stata stuprata dal compagno della nonna, ed era rimasta incinta. Le è stato impedito l’aborto richiesto da lei stessa e dalla madre, a causa delle leggi restrittive in vigore, che impediscono l’interruzione della gravidanza. In Argentina infatti, l’aborto, è considerato illegale, e se eseguito clandestinamente comporta il rischio di condanna al carcere. L’aborto dunque non è praticabile, tranne che in caso di stupro: la bambina di undici anni, stuprata, aveva dunque diritto di abortire, ma l’interruzione della gravidanza, le è stata vietata ugualmente.

Le autorità legali, nonostante il protocollo ILE che favorisce l’aborto, hanno cercato di persuadere la bambina a non abortire, prolungando in tempi burocratici necessari volti ad avviare tale pratica. La gravidanza dunque è stata portata avanti nonostante i numerosi tentativi di suicidio, e nonostante le problematiche subentrate a causa della gravidanza stessa. La piccola gestante, nei primi mesi di gravidanza, è stata ricoverata più volte per problematiche relative alla stessa.

Negli anni precedenti, era stata affidata alla nonna e al suo compagno, perché le sue sorelle maggiori erano state violentate dal compagno della madre. L’affido, era stato voluto per tutelare la più piccola dallo stesso destino delle sorelle maggiori, ed invece, la storia si è ripetuta.

Il sistema sanitario ed il governo di Tucumàn, non hanno rispettato il protocollo, ed hanno scatenato cosi una battaglia che si è trasformata in un vero e proprio dramma. Una vera e propria violenza fisica, che ha segnato la vita di Lucia (cosi chiamata dai giornalisti), seguita da una vera e propria violenza psicologica, attuata dal vescovo, dalla diocesi, dai medici, dai fautori dei diritti umani, che hanno persuaso la bambina parandole dell’importanza della vita e della salvaguardia della stessa.

Di contro, gli avvocati di Lucia, hanno sottolineato non solo il mancato rispetto dei disegni di legge avvenuto ai danni della sua assistita, ma anche la violenza e la pressione emotiva subita dalla piccola dalla scoperta della gravidanza, fino al parto. Purtroppo, il caso, si è concluso con un parto cesareo, avvenuto d’urgenza, da una coppia di ginecologi che hanno cercato di salvarle la vita. Immediatamente si è sollevato un polverone: i medici che hanno aiutato Lucia a partorire hanno rilasciato dichiarazioni molto forti su come sono stati violati i diritti e le scelte di una bambina, la cui vita è segnata per sempre.