Svezzamento: Quando il bambino non vuole mangiare

Rifiuto del cibo
In fase di svezzamento i bambini rifiutano il cibo

Il passaggio dall’allattamento allo svezzamento, per molti bambini è delicato, spesso traumatico. I bambini hanno difficoltà a staccarsi dal seno materno, ad accettare nuovi odori, nuovi sapori e una nuova consistenza di cibo. Lo svezzamento è una fase di sperimentazione, che va accettata gradualmente. L’abitudine al latte materno, scatena spesso un rifiuto da parte del neonato che scuote la testa, gira il viso alla vista del cucchiaino, sputa il cibo, agita le mani, piange. Sono queste dimostrazioni di contrarietà rispetto ai nuovi sapori che comportano diversi problemi nell’avviare la fase dello svezzamento.

Esistono diversi modi per sollecitare un bambino ad assaggiare cibi nuovi. Il primo fra tutti è stimolare la sua curiosità: i bambini sin dalla nascita, utilizzano tutti i sensi per entrare in contatto con il mondo, con le cose e le persone. Toccano e spesso portano alla bocca qualsiasi cosa, in modo spesso anche istintivo, perché vivono lo spazio come un continuo terreno da esplorare. Se il bambino non vuole mangiare, è consigliabile prendere del cibo e triturarlo in pezzettini piccolissimi, per poi mostrarglielo. Quando il bambino vedrà davanti a sé il cibo, tenderà ad afferrarlo con le mani e ad assaggiarlo, per curiosità, cosi come farebbe con altri oggetti o cose che sono alla sua portata.

Se il bambino non vuole mangiare, piange e rifiuta omogenizzati e pappine, non bisogna cedere dandogli il seno o il biberon; anche se piccolissimo, qualsiasi bambino capirebbe, (in relazione alla memorizzazione degli atteggiamenti della madre), che il suo pianto, equivale ad una poppata. E’ preferibile che il bambino non venga accontentato, ma che venga di contro abituato ai nuovi sapori in modo graduale. Alcuni bambini, si attaccano al seno fino ai dodici mesi, e continuano a rifiutare le pappine; in questo caso, la stimolazione per indurlo a mangiare, è necessaria. Il seggiolone va avvicinato alla tavola, quando mangiano i genitori, cosi che il bambino possa, col tempo, sentirsi incuriosito. Gli stessi genitori possono fargli assaggiare qualche pezzettino di cibo.

Spesso il bambino, rifiuta il cibo per la paura dell’abbandono: sin dalla nascita l’allattamento al seno, oltre a nutrirlo, lo fa sentire protetto e stimola il contatto con la mamma con il suo odore ed il suo calore. Ma quando avviene questo distacco, il bambino tende a distaccarsi anche dal cibo. Le madri spesso, vivono con ansia la fase dello svezzamento, proprio per la paura di non riuscire ad alimentare i loro bambini nel modo giusto. In realtà, lasciarli liberi è la soluzione ideale.

Molto spesso, quando il bambino non vuole mangiare, è il cibo stesso ed il suo sapore la causa del rifiuto. Le verdure non sempre piacciono, o la frutta; i gusti sono soggettivi, per cui, è preferibile addolcire il brodo, o alternare i frullati di frutta, sostituire la il pollo con il manzo e cosi via. Non bisogna arrendersi di fronte alle prime difficoltà, perché questa fase, è certamente una delle più complesse della vita di un bambino.