Neofobia dei bambini: i capricci a tavola

Neofobia nei bambini
Rifiuto del cibo

Durante la fase di svezzamento, i bambini tendono a fare i capricci, rifiutano il cibo, piangono, mettono il broncio. Questo atteggiamento, si verifica in concomitanza con la presentazione di nuove pietanze, di fronte alle quali, si realizza un vero e proprio rifiuto. I pediatri apostrofano questo comportamento con il nome di “neofobia del cibo”. Questo fenomeno è comune e diffuso e assolutamente risolvibile, ma va controllato e gestito, affinchè non si calcifichi stravolgendo i piani di alimentazione che in età infantile sono di fondamentale importanza per uno sviluppo sano ed equilibrato.

La neofobia dei cibi, non va confusa con le preferenze verso una pietanza o verso la preparazione della stessa: la neofobia rappresenta il totale rifiuto del cibo, seguito da una serie di capricci nel caso in cui avvenga una forzatura da parte dei genitori. Molti pediatri suggeriscono ai genitori di contrastare la neofobia, affinchè l’atteggiamento non persista nel tempo: il suggerimento dunque, è quello di non assecondare i propri figli, nel caso in questi rifiutino il cibo, né tanto meno imporglielo. Sarà diseducativo preparare loro un’altra pietanza, e allo stesso modo imporre il cibo che in quel momento stanno evidentemente rifiutando.

Il suggerimento è lasciare che saltino un pasto, nell’eventualità di un costante rifiuto, per poi passare al secondo step dell’indagine. I genitori devono a fasi alterne, riproporre i cibi rifiutati, magari in altre salse, facendo cosi in modo che quel cibo, entri pian piano, nel piano alimentare del bambino.

Lo scontro con i propri figli è da evitare cosi come l’informazione dettagliata sui benefici che quel cibo apporta: i capricci del bambino potranno solo aumentare in modo esponenziale e peggiorare tutte le volte che quel cibo viene riproposto. Le informazioni sui benefici, non possono essere comprese da un bambino, per cui, non sarà consigliabile istruirli, almeno non quando sono troppo piccoli.

I cibi vanno riproposti a distanza di tempo più volte con tecniche diverse: il bambino può acquistare il cibo insieme ai genitori, lavarlo e assistere alla preparazione. Il senso di partecipazione, lo aiuterà a sentirsi coinvolto e in parte responsabile di quella pietanza, e lo invoglierà ad assaggiarla, o a prenderla in considerazione. Se i bambini hanno delle neofobie verso alcuni cibi, sarà necessario non abbondare con le porzioni cosi da non creare un costante disagio nel provare un cibo nuovo in quantità eccessive.

Le neofobie, tendono a calcificarsi se non vengono corrette, perciò è necessario intervenire per tempo perché un’alimentazione sana è alla base del benessere e della salute.