Cosa cambia nel 2019 per il congedo parentale

2019 il congedo
Cosa cambia nel 2019 per il congedo parentale

Nel 2019, arrivano nuove leggi per il congedo parentale: l’INPS, ha stabilito i termini che consentono alle donne in particolare, di usufruire dell’indennità di maternità, o dei permessi per poter assistere un familiare, un figlio disabile, o anche un coniuge disabile. Secondo la legge 104, tutti i dipendenti statali, uomini e donne, hanno diritto al cosiddetto “congedo parentale” per assistere un familiare. Questo permesso corrisponde ad un totale preciso di ore che il/la dipendente può sfruttare astenendosi dal lavoro.

La legge 104, si esprime in modo chiaro in relazione al congedo parentale: solo i dipendenti pubblici che hanno un parente stretto o un parente di cui sono tutori, possono usufruire dei benefici previsti dalla legge e dunque possono richiedere un’astensione dal lavoro per assistere il proprio familiare. Sono esclusi da questa categoria i dipendenti che hanno un contratto part-time, i lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati, e i lavoratori che prestano servizio a domicilio.

La legge 104, prevede inoltre che solo i dipendenti pubblici che hanno un parente a carico che si trova presso la loro stessa abitazione, o presso un’altra abitazione o una specifica struttura possono richiedere il congedo parentale. I pazienti che sono ricoverati in ospedale o che sono allettati in modo permanente e irreversibile, pur rientrando nella cerchia di pazienti che usufruiscono della 104, non possono effettuare richiesta di congedo parentale.

Anche per quanto concerne il rapporto di parentela, esiste una priorità prevista dalla legge, esistono delle priorità: coniuge e figli vengono prima dei fratelli e dei genitori e cosi via proseguendo nel grado di parentela.
Nel 2019, l’Inps, concede alla madre ed al padre dei bonus e delle agevolazioni rispetto al congedo parentale.

In primis vi sarà un aumento dei bonus per l’asilo nido, che raggiungeranno la cifra di 1500 euro; per il padre vi sarà un aumento di un giorno di congedo parentale; per la madre vi sono altresì delle novità: il congedo parentale può raggiungere i cinque/sei mesi, dopo il parto, se la gestante può e decide di lavorare fino al nono mese di gravidanza.

Nel 2019 dunque, per le mamme in attesa, che non appartengono alla categoria di gravidanze a rischio, esiste la possibilità di sommare i mesi pre parto, ovvero i sessanta giorni prima del congedo per il parto stesso, ai mesi che spettano di diritto alle partorienti.
Per avere il congedo parentale, è necessario compilare una domanda on line, nella quale bisogna specificare la data approssimativa del parto e il giorno in cui si sceglie di andare in congedo.