Quali esami invasivi si possono effettuare in gravidanza?

Esami non invasivi
Quali sono gli esami non invasivi che si possono effettuare in gravidanza

Gli esami pre-natali, si suddividono in due categorie: alla prima, appartengono gli esami non invasivi che danno delle specifiche informazioni sul feto, e quelli invasivi, che tendono ad individuare possibili malformazioni dello stesso, sindrome di Down, Spina Bifida, Sindrome di Edwards, Sindrome di Patau. Queste sono solo alcune delle patologie e delle possibili anomalie che si possono riscontrare mediante i test pre-natale. Suddetti test però, comportano dei rischi, tra cui, il primo e più importante è l’aborto spontaneo.

E’ sempre consigliabile valutare i rischi dei test invasivi, parlandone con il partner e soprattutto valutando l’esito possibile del test, valutando anche la possibilità che quest’ultimo dia risultati positivi, portando alla luce una possibile anomalia. Tutte le valutazioni vanno effettuate in relazione sia ai rischi che questi comportano, sia alle conseguenze.

Gli esami non invasivi che si possono effettuare in gravidanza, sono test di screening: essi sono in grado di rilevare eventuali anomalie cromosomiche, che andranno poi confermate da un test maggiormente accurato, e certamente invasivo.

Tra gli esami non invasivi che si possono effettuare in gravidanza, senza rischi troviamo il BI-test, il tri test, ed il test per il DNA fetale. Il primo, viene eseguito con l’analisi della translucenza nucale del feto insieme ad un prelievo di sangue che consente di controllare il livello ormonale.

Il bi-test, consente di individuare possibilità di anomalie cromosomiche e nello specifico la sindrome di Down, e malformazioni cardiache e/o muscolo scheletriche. Questo test è gratuito, e proprio perché rientra tra i non invasivi che è consigliato e viene eseguito nei primi mesi di gravidanza.

Il tri-test si esegue dopo il tri-test. E’ sempre appartenente alla categoria dei test non invasivi ed è gratuito come il B-test; per eseguirlo bisogna prima effettuare quest’ultimo, e poi il secondo anche a secondo dei risultati. Il tri-test, si esegue tra intorno alla quindicesima settimana di gravidanza.

Il test del DNA fetale, è un test che viene eseguito solo nel caso in cui il Bi-test ed il tri-test riportino delle anomalie significative. In questo caso, trattandosi di un esame non invasivo, vivamente consigliato dal proprio medico per approfondire il rischio che il feto riporti delle anomalie cromosomiche o malformazioni. Questo test a differenza dei primi due, ha un costo abbastanza alto che oscilla tra i settecento ed mille euro.

Gli esami non invasivi non danno una diagnosi certa, ma stimano delle probabilità più o meno alte che il feto possa essere a rischio di alcune specifiche anomalie e/o patologie, i test invasivi invece danno risultati certi in merito, ma non sempre possono essere eseguiti senza rischi.