Utero retroverso: cosa comporta? In gravidanza?

Utero retroverso

L’utero retroverso, è una variante “anatomica” non una patologia: generalmente l’utero, che si posiziona tra la vescica e il retto, è anteverso, ovvero spostato in avanti, e dunque appoggiato alla vescica; quando è retroverso, si appoggia indietro e quindi al retto. Non esiste una sintomatologia che si manifesti in caso di utero retroverso: è possibile scoprire questa condizione anatomica mediante un’ecografia transvaginale o addominale. Tale condizione dell’utero può restare silente per moltissimo tempo, e in alcuni casi per tutto il corso della vita di una donna.

L’utero retroverso, è solitamente congenito, per cui, l’utero ha assunto quella precisa posizione sin dalla sua formazione. In altri casi, l’utero è retroverso a causa di un trauma, di un intervento chirurgico, di infiammazioni che generano delle aderenze nella zona pelvica, o di fibromi, formazioni benigne che spingono l’utero ad assumere una nuova posizione.

Generalmente l’utero retroverso, non apporta alcuna problematica importante né durante la fase del mestruo, né durante la gravidanza. Alcune donne con utero retroverso però, manifestano dolori e spasmi sia durante il pre-mestruo che durante il mestruo. La dismenorrea, (condizione che indica dolori mestruali molto forti), è effettivamente più comune nelle donne che presentano un utero retroverso, poiché quest’ultimo, proprio a causa del suo posizionamento, fa maggiore difficoltà a contrarsi, apportando di conseguenza maggiore dolore nella zona addominale e coinvolgendo inoltre anche la vescica e l’intestino, a causa della pressione che l’utero stesso esercita su entrambi gli organi.

La retroversione dell’utero, comporta anche dispareunia, ovvero, dolore durante i rapporti sessuali: questa condizione si verifica perché durante la penetrazione, viene coinvolto anche il la cervice uterina; per questa problematica, non esiste alcun farmaco, ma solo un attento ascolto del proprio corpo. Durante il pre-mestruo, è consigliabile assumere posizioni che siano comode per la donna, che non comportano dolore. La dismenorrea invece, può essere trattata con degli antidolorifici che potranno essere prescritti dal ginecologo di fiducia.

Alcune donne con utero retroverso, scelgono il riposizionamento dell’utero, ma è importante sapere che quest’ultimo può ritornare alla sua posizione naturale. Questa particolarità, non apporta alcuna problematica sostanziale, ed è congenita nella maggior parte dei casi, per cui, non va considerata preoccupante. Anche durante la gravidanza, la retroversione tende a correggersi in modo automatico a partire dal quarto mese di gravidanza, proprio a causa della crescita del feto e della pressione che questo esercita. In alcuni casi, se l’utero resta nella sua posizione, viene eseguita una manovra, per via vaginale che rimette l’organo nella posizione giusta.

Nessuna problematica sostanziale dunque riguarda questa posizione degli organi genitali.