Violenza sulle mamme, parliamone aiutiamole

Violenza
Violenza sulle mamme

La violenza può avere diverse forme e può manifestarsi in modi diversi, attraverso lo schema della donna che la subisce e dell’uomo che la esercita. Nella società post-moderna, dove la parità tra i due sessi è stata ampiamente raggiunta, vi è ancora un’effettiva difficoltà nell’accettare l’emancipazione femminile. La violenza, è figlia della mancanza di accettazione di parità, poiché essa attua un sopruso, verbale o fisico, che mette che vuole esaltare la disparità tra il sesso maschile e quello femminile, affermando il primo quale essere superiore al secondo.

Donne e mamme vittime di violenze, si riconoscono attraverso precisi indicatori comportamentali; gli indicatori sono generalmente tre, e possono essere distinti in comportamentali, psicologici e fisici. La violenza è uno stato tangibile, attraverso numerosi indicatori. Costanti stati di ansia, attacchi di panico, preoccupazione per l’assenza da casa, assenze lavorative di lungo termine, tristezza, depressione, apatia, isolamento, disordine alimentare, presenza di lividi, ecchimosi, capelli radi, dolori articolari. Questi indicatori, non si presentano mai singolarmente.

La violenza sulle donne, diventa duplice quando a subirla sono le mamme: oltre quattrocentomila minori hanno assistito a scene cruente di violenza sulle mamme, e molte di queste, non hanno denunciato gli abusi fisici e verbali subiti. Una percentuale sempre più alta di donne, subisce violenza in gravidanza, e spesso, quest’ultima si interrompe bruscamente proprio a causa delle violenze.

Nel 90% dei casi, sono i padri, spesso anche giovanissimi, che esercitano violenza sulle madri, e in alcuni casi anche sui figli. La percentuale dei casi di violenze domestiche, sono in netto aumento, e di conseguenza, sono in aumento anche le condanne per percosse, maltrattamenti e abusi che si subiscono in ambito domestico.

Solo una percentuale minima è perfettamente consapevole di ciò che subisce e trova coraggio nello sporgere denuncia. La maggior parte delle mamme vittime di violenza, non sporge denuncia, per paura, per vergogna, o per impossibilità economiche. Moltissime madri tacciono per i loro figli, o credendo di agire nell’interesse di questi ultimi. Per avere ancora il sostegno economico del loro compagno, non denunciano gli abusi subiti.

Alcuni comuni e alcune città in Italia, hanno creato una rete protettiva attorno a queste donne, con percorsi formativi, attivi attualmente anche nelle scuole, e adeguate strutture di rifugio che garantiscono protezione alle mamme che subiscono violenza e ai loro figli. Inoltre, I centri antiviolenza, garantiscono inoltre un sostegno economico alle vittime che non hanno la possibilità di sostenersi in modo autonomo. E’ questo il primo passo per migliorare la vita di tantissime mamme che desiderano proteggere se stesse ed i loro figli.