Il dramma dei dottori obiettori di coscienza contro l aborto

Dottori obiettori
Il dramma dei dottori obiettori di coscienza

L’Italia è un Paese in cui è difficile abortire. E’ questo l’assunto di base attorno al quale gravitano coscienze, scelte personali, drammi psicologici. Non poche donne che hanno deciso di effettuare un’interruzione di gravidanza, hanno vissuto esperienze traumatiche in sala operatoria, dove il personale medico e paramedico si professava obiettore di coscienza. Qual è la linea di confine in questo caso? Come si fa a delineare in casi del genere ciò che è giusto e cosa è sbagliato? In un Paese dove la libertà di pensiero è comunque influenzata dai dogmi proposti dalla fede, e dall’altra la libertà di scelta è incentivata dai vantaggi proposti dalla medicina.

E’ il dramma dei dottori obiettori di coscienza, che si sono trovati ad effettuare degli aborti, andando cosi contro la loro stessa morale. Questi professionisti, si trovano a dover rispettare la loro professione, remando contro loro stessi, dovendo intervenire assecondando il volere della paziente, scegliendo di uccidere una vita. Questa la visione dei dottori obiettori, che cercano di difendere la loro coscienza e allo stesso tempo, la loro professionalità.

Dall’altra parte però, ci sono le donne che difendono i loro diritti, il libero arbitrio, e la possibilità di decidere della loro vita. L’aborto, è un evento traumatico in ogni caso, sia dal punto di vista psicologico, che dal punto di vista fisico. Si sceglie di effettuare un’interruzione di gravidanza a seguito di una violenza, a seguito di un trauma, per necessità economiche, in caso di gravidanza non programmata, in caso di presenza di patologie specifiche, o se la madre e/o il feto, sono in pericolo di vita. Queste e tantissime altre motivazioni del tutto personali, possono spingere una donna a chiedere un aborto e questo libero arbitrio non può essere messo in discussione.

Dunque in ogni caso, una scelta rappresenterebbe una violazione: medici che vengono discriminati, mobbizzati, insultati e persino declassati e donne, che necessitano di un’assistenza sanitaria completa e che hanno diritto alle cure necessarie sia durante che dopo l’aborto.
La questione dei dottori obiettori di coscienza è diventata abbastanza importante in Italia, al punto tale che è stata presa in osservazione dal governo. Lo sottolineano la Cigl e tutte le associazioni che sostengono il caso degli obiettori di coscienza.

Il governo dunque, dovrebbe stabilire una legge secondo la quale, in ogni ospedale, dovrebbe essere effettuato il trattamento di interruzione di gravidanza, da parte di un medico non obiettore di coscienza. L’equilibrio è sempre nella scelta non arbitraria di seguire il rispetto di una legge che tutela la giustizia, in questo caso di ambo le parti.